Palermo, Politica

23 maggio: ipocrisia o necessità?

Oggi è il 23 maggio. Avevo 11 anni quando Palermo stravolse il corso della sua storia; quella giornata segna ancora oggi le scelte di vita di moltissime persone come me. Un strage che oggi e consapevolmente definisco strage di Stato volta a riaffermare equilibri mafiosi che cittadini onesti stavano contrastando.

Quel giorno, come quello del 19 luglio, portano dentro di me delle sensazioni indelebili che mi hanno fatto diventare quello che sono oggi. Dopo 25 anni mi chiedo costantemente il valore ed il senso di commemorazioni come queste. Sono profondamente dibattuto!

Ipocrisia  o necessità?

L’ipocrisia, in giornate come questa, si taglia a fette. I politicanti di turno sfilano, rilasciano dichiarazioni, usano tutti gli strumenti necessari per cercare di trasmettere alla popolazione che loro portano avanti gli stessi principi e valori che ognuno di noi identifica in Falcone e Borsellino. Tutto ciò è falso e vergognosamente ipocrita. Se tutto ciò fosse vero ogni cittadino sentirebbe presente ed al proprio fianco lo Stato. Uno Stato sano, pieno di valori etici e morali. Attento alle esigenze di tutti e per il bene di tutti. Tutto ciò,oggi, è pura fantasia. Ecco perché Falcone come Borsellino sembrano essere morti inutilmente. Loro hanno dato la loro vita per far si che la mafia, il malaffare, la corruzione fossero debellati dal nostro Stato, dalle nostre vite ed alcune volte dal nostro DNA. Assistiamo invece ad uno Stato rappresentato per la stragrande maggioranza da corrotti e condannati. Da gente che sa la verità sulle stragi e sta omertosamente in silenzio. Siamo rappresentati da gente che cura gli interessi di pochi e che mantiene in vita (per il proprio interesse personale) lo stato di povertà e necessità. Per questo motivo vedo costantemente i picchi di ipocrisia in giornate come queste.

In antitesi a tutto ciò c’è la necessità. La necessità di ricordare, di far capire alle nuove generazioni cosa sia successo e dare loro speranza per il futuro. Siamo diventati un popolo a memoria breve termine. Dimentichiamo velocemente, pesando che tanto tutto passa e tutto si risolve. Per questo motivo le commemorazioni diventano necessarie. Senza di queste non se ne parlerebbe e la gente dopo poco tempo avrebbe già dimenticato. Per questo motivo, da anni, sono vicino alle giornate della memoria e mi spendo per la loro diffusione. Sono vicino a gente ed associazioni che per anni hanno messo il proprio cuore per ricordare a tutti che conoscere il passato e le cause delle stragi porti alla liberazione culturale ed Istituzionale di questo paese. Solo così potremo rilanciare il nostro Paese definendolo normale.

Tu come la pensi?

3 Comments

  • Piccoli passi, ma la strada del “cambiamento” e della “consapevolezza” è ancora molto lunga e impervia!

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  • Si, infatti…solo la gente comune oggi ha provato un vero sentimento di riconoscenza…tutto il resto è squallida vetrina di esibizionisti e presenzialisti senza storia!

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  • Anche io penso che ci sia tanta ipocrisia e chi all’inizio aveva timore di affacciarsi per un coinvolgimento morale oggi si immola come paladino da facciata.

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