Ambiente, Politica

Divieto del monouso non biodegradabile

Ho presentato sull’argomento un disegno di legge di iniziativa parlamentare volto a limitare l’utilizzo dei cosiddetti prodotti usa e getta non biodegradabili per far fronte ad un problema serio legato alla gestione integrata dei rifiuti.

La normativa comunitaria e la legislazione nazionale, a partire dal Decreto Ronchi del 1997, hanno posto come principi base della politica di gestione dei rifiuti la prevenzione e la riduzione della loro produzione. Nonostante tale lunga storia normativa allo stato attuale la prevenzione rimane un concetto pressoché astratto la cui applicazione, senza sistemi regolamentari precisi, rimane alla sensibilità, economica più che ambientale, di produttori e consumatori.

In questo quadro il disegno di legge introduce il divieto alla Regione, ai Consorzi di comuni, ai comuni, agli altri enti, istituti ed aziende soggette alla vigilanza degli stessi, compresi gli istituti scolastici ed attività commerciali di utilizzare nelle proprie mense, macchinette in comodato, nei bar-ristoranti interni, attività commerciali con utilizzo in loco, contenitori e stoviglie monouso non biodegradabili per la somministrazione degli alimenti o delle bevande, ad esclusione per gli alimenti d’asporto.

Allo stesso modo si introduce il divieto di uso di contenitori, cannucce e stoviglie monouso non biodegradabili presso feste pubbliche e sagre consentendo, in tutti i casi, l’utilizzo di contenitori, cannucce e stoviglie biodegradabili dove si prevede l’apposita raccolta differenziata dei rifiuti organici. Secondo dati elaborati da Il Sole 24 Ore ‘il mercato italiano dei principali prodotti usa e getta’ non biodegradabili di largo consumo nel complesso, in Italia, vale più di 4 miliardi di euro, considerando soltanto i settori merceologici principali. Fra questi risulta di assoluto rilievo la produzione di stoviglie, contenitori, cannucce, posate, tovaglie e tovaglioli, sia in plastica sia in carta, per i quali il mercato italiano rappresenta il maggiore in Europa, con un valore di produzione di circa 960 milioni di euro, ed è in costante espansione, secondo quanto dichiarato dall’Associazione delle industrie italiane produttrici di stoviglie monouso in plastica che raccoglie circa il 90 per cento dei produttori italiani.

I motivi di un tale successo vanno ricercati nella capacità che questi prodotti hanno di essere in linea con alcune tendenze della nostra società, come la crescita della mobilità delle persone, l’aumento del numero dei pasti consumati fuori casa e la ricerca della massima comodità. Al fine di contrastare un meccanismo di consumo fortemente energivoro e ad alto impatto ambientale e per ridurre significativamente la quantità dei rifiuti prodotti, è necessario prevedere l’utilizzo nelle mense e nelle manifestazioni, almeno in quelle pubbliche, di stoviglie e posate riutilizzabili, sostenendo, anche finanziariamente, le iniziative degli enti locali più sensibili che si sono già mossi in questa direzione. Per le feste più meritevoli sono, inoltre, previsti contributi economici a supporto degli interventi più complessi ed onerosi.

L’articolo 1 illustra le finalità della legge, consistenti nel fornire un contributo concreto ai principi di riduzione della produzione dei rifiuti contenuti nella normativa comunitaria, nazionale e regionale.

L’articolo 2 istituisce il divieto alla Regione, ai consorzi di comuni, ai comuni e agli altri enti, istituti ed aziende soggette alla vigilanza degli stessi, compresi gli istituti scolastici ed alle attività commerciali, l’utilizzo di contenitori, cannucce e stoviglie monouso non biodegradabili per la somministrazione degli alimenti o delle bevande. L’articolo istituisce lo stesso divieto anche presso feste pubbliche e sagre.

L’articolo 3 prevede le deroghe ai divieti di cui all’articolo precedente, mentre l’articolo 4 attribuisce alla Regione e ai comuni i compiti di monitoraggio sull’applicazione della legge.

L’articolo 4 individua i responsabili del monitoraggio e controllo.

L’articolo 5 determina infine il regime sanzionatorio applicabile ai divieti e attribuisce le funzioni di vigilanza sull’applicazione della legge.


Ecco per esteso il disegno di legge di iniziativa parlamentare.

Art. 1.

Finalità e materiali consentiti

1. La presente legge si propone di dare un contributo concreto all’attuazione dei principi di: a) riduzione della produzione dei rifiuti considerati nella legge regionale. n. 27/94 e successive modificazioni, nel Piano regionale di Azione ambientale, nel Decreto legislativo n. 152/2006 e nella direttiva 2004/12/CE di modifica della direttiva 94/62/CE, b) sviluppo sostenibile con effetti positivi locali e globali; c) convivenza civile ed educazione ambientale e sociale.

2. I materiali consentiti per il monouso sono tutti i materiali definiti come bioplastiche, cioè tipi di plastiche che derivano da materie prime rinnovabili o interamente biodegradabili, oppure che abbiano entrambe le proprietà.

3. Alcuni esempi di bioplastiche sono: a) bioplastiche ottenute da amido di mais, grano, tapioca e/o patate: Mater-Bi, Biolice, Bioplast (ottenuto da fecola di patate), Cereplast Compostables, Biotecnomais, Vegemat, Solanyl (ottenuto da bucce di patate); b) bioplastiche biodegradabili; c) poli (acido lattico) (ottenuto dagli zuccheri): PLA; d) poliidrossialcanoati (PHA); e) poliidrossibutirrato (PHB); f) poliidrossivaleriato (PHV); g) poiidrossiesanoato (PHH); h) bioplastiche a base di cellulosa: Biografe.

Art. 2.

Modalità nell’utilizzo del monouso

1. E’ fatto divieto alla Regione, ai Consorzi di comuni, ai comuni e agli altri enti, istituti ed aziende sottoposti a vigilanza e tutela dell’amministrazione regionale e/o comunale, compresi gli istituti scolastici di qualsiasi ordine e grado, l’utilizzo di contenitori, cannucce e stoviglie monouso non biodegradabili per la somministrazione degli alimenti o delle bevande. I materiali consentiti sono tutti quelli definiti come bioplastiche regolarmente certificati.

2. E’ fatto divieto presso feste pubbliche e sagre l’utilizzo di contenitori, cannucce e stoviglie monouso non biodegradabili per la somministrazione degli alimenti o delle bevande.

3. L’utilizzo di contenitori, cannucce e stoviglie biodegradabili deve prevedere l’apposita raccolta differenziata.

4. E’ fatto obbligo alla Regione, ai Consorzi di comuni, ai comuni e agli altri enti, istituti ed aziende sottoposti a vigilanza e tutela dell’amministrazione regionale e/o comunale, compresi gli istituti scolastici di qualsiasi ordine e grado, d’istituire apposito spazio attrezzato idoneo alla raccolta differenziata.

Art. 3.

Deroghe

1. L’utilizzo di contenitori, cannucce e stoviglie monouso, non biodegradabili, è consentito nei seguenti casi: a) emergenze igenico-sanitarie certificate dall’ASL; b) diete personalizzate, con certificazione medica, non confezionabili in loco; c) interruzioni del servizio di acquedotto o calamità naturali.

Art. 4.

Monitoraggio

1. La Regione verifica lo stato di attuazione della presente legge e delega i comuni a controllare l’attuazione della stessa.

Art. 5.

Sanzioni

1. Chi contravviene alle disposizioni di cui alla presente legge è passibile delle seguenti sanzioni amministrative: a) euro 10.000,00 per la violazione delle norme di cui all’articolo 2, comma 1; b) euro 5.000,00 per la violazione delle norme di cui all’articolo 2, comma 2; c) euro 2.000,00 per la violazione delle norme di cui all’articolo 2, comma 3; d) euro 1.000,00 per la violazione delle norme di cui all’articolo 2, comma 4;

2. Gli enti competenti alla irrogazione delle sanzioni sono i comuni.

3. I proventi derivanti dalle sanzioni applicate affluiscono nel bilancio del Comune territorialmente competente che le ha emesse.

4. Le somme derivanti dalle sanzioni della legge, devono essere obbligatoriamente investite, nei comuni di attuazione, per l’abbattimento dei costi che sostiene il Comune per l’applicazione ed attuazione del piano gestione rifiuti integrato, (es. TARSU, TIA, TARES ecc.).

Art. 6.

Norma finale

1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione

2. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione.

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