Politica, Varie

Ecco perché la rinuncia al vitalizio non è demagogia

In questi giorni ho letto degli attacchi al MoVimento 5 Stelle riguardo alla rinuncia del vitalizio. Mi hanno fatto particolarmente ridere le affermazioni dell’On. Faraone rilasciate al Giornale di Sicilia. Dichiarazioni che denotano la palese ignoranza della materia. L’On. Faraone parla di diritti quesiti senza forse sapere di cosa stia parlando. Proprio per questo mi preme fare chiarezza.

Partiamo dal principio. Il vitalizio esiste ancora e si divide in due modi. Il primo è quello che già viene percepito poiché maturato dalle precedenti legislature mentre il secondo è quello che è stato camuffato chiamandolo pensione e che dovrebbe essere erogato al compimento dei 65 anni ed aver fatto 4 anni, 6 mesi ed 1 giorno di legislatura.

Andiamo alle castronerie dette solo per attaccare il MoVimento 5 Stelle e cercare di nascondere l’inconsistenza politica (ed i suoi danni) del PD in tutti questi anni di Governo.

E’ sotto gli occhi di tutti che quando l’On. Faraone parla di diritti quesiti non sa quello che dice, poiché si può parlare di acquisiti una volta che gli stessi entrano nella sfera giuridica di un soggetto e pertanto diventano immutabili. Tira in ballo questo concetto per confondere le idee a fare forza ad un ragionamento inesistente. Si può parlare di diritti acquisiti sono per quei deputati che già percepiscono il vitalizio. Ma questo non è il caso che coinvolge alcun deputato del MoVimento 5 Stelle. Ma semmai riguarda diversi esponenti del PD. Ricordiamo che ci sono “personaggi” del PD alla quarta legislatura consecutiva.  In questo caso, conoscendo le norme, abbiamo proposto al livello nazionale una modifica costituzionale per equiparare questo becero privilegio alle reali pensioni dei cittadini. Questa proposta è stata bocciata dal PD.

Quindi chiarito che, nel caso dei deputati di questa legislatura, non si parla di diritti quesiti, possiamo decidere di fare qualsiasi tipo di richieste, proposte e modifiche.

Cosa abbiamo fatto per rinunciare a questo scempio?

Abbiamo seguito diverse strade. La prima è stata quella di presentare un proposta per equiparare seriamente il vitalizio alla pensione dei cittadini chiedendo che venisse applicata anche ai deputati la Legge Fornero. Proposta chiusa in un cassetto di questa maggioranza, governata dal PD, che attende di essere discussa ed approvata. Ma siccome bocciarla sarebbe un ennesimo schiaffo ai cittadini, si preferisce tenerla chiusa nel cassetto. A questo atteggiamento vergognoso non ci siamo fermati. Abbiamo cercato di aggirare la norma che prevede come secondo requisito il raggiungimento del 65esimo anno di vita, con la rinuncia alla verifica dei requisiti. La verifica dei requisiti è il primo passo prima dell’emissione del decreto, necessario per l’erogazione del vitalizio. Quindi se rinunci alla verifica, cosa possibile e già stata accettata con risposta scritta da parte del Segretario Generale dell’Assemblea Regionale Siciliana, di conseguenza non può essere erogato il vitalizio/pensione. Questa presa d’atto legittima è perfettamente in linea con quelle che già avevamo presentato per la rinuncia al trasporto su gomma, rinuncia delle indennità aggiuntive ecc.

Ora tutto ciò può essere messo in discussione, si possono dare tutte le interpretazioni che si vogliono, ma sta di fatto che questi sono i fatti. Tutto il resto è legato alla polemica sterile fatta solo per attaccare il MoVimento 5 Stelle.

Un’altra piccola considerazione è legata alla seconda parte delle sterili critiche dell’On. Faraone. Lui si vanta di una Legge nazionale. E perché il suo stesso gruppo parlamentare (PD) che sta governando la Regione Siciliana, non fa lo stesso? Se non piace la nostra proposta o strada, perché non ne presenta una?

La verità sta nel fatto che noi con i fatti, aldilà di norme, leggi o regolamenti, facciamo tutto ciò che abbiamo promesso in campagna elettorale, loro, di contro, fanno leggi per mantenere i privilegi e lanciare proclami.

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