Rinunciare al vitalizio
Politica, Varie

Ho rinunciato al Vitalizio

Molti ne parlano, soprattutto i lavoratori. Oggi bisogna lavorare una vita per ricevere una pensione che spesso rasenta il ridicolo. Eppure in Italia abbiamo caste privilegiate che dopo 4 anni, 6 mesi ed 1 giorno ricevono un contributo economico a vita. Questa casta prende il nome di deputazione parlamentare. Ebbene si, questo accade ai parlamenti. Ai comuni lavoratori italiani tocca la “legge Fornero” ai parlamentari invece la “legge ad privilegium”.

Ecco perché questo tema è cosi sentito dalla gente ed il vitalizio effettivamente viene considerato una cosa odiosa da sopportare. Proprio per superare tutto ciò hanno cercare di camuffare questo privilegio. Hanno cercato di camuffarlo chiamandolo pensione; utilizzando il sistema di trattenute dall’indennità con lo stesso meccanismo del sistema pensionistico retributivo; oppure introducendo l’erogazione all’età del compimento del 65 esimo anno di vita. Tutti trucchetti per camuffare, il classico, odioso e sempre presente, vitalizio.

Dopo anni di studio di norme interne e regolamenti interni dell’Assemblea Regionale Siciliana, ho trovato il modo di poter rinunciare al vitalizio. Molti come al solito penseranno che non è vero, che è solo un annuncio pre elettorale o propaganda politica. Un po’ com’è accaduto per la restituzione di quasi il 60% della nostra indennità parlamentare. La restituzione  è stata dimostrata con la pubblicazione dei nostri bonifici mensili (ad oggi ho restituito circa 214.000 €) mentre per la rinuncia sono fiero di farvi vedere la mia richiesta protocollata e l’accettazione da parte dell’ARS.

Questa è la prima richiesta volontaria di rinuncia al privilegio del vitalizio nella storia del Parlamento Siciliano e con grande orgoglio che porta la mia firma.

Un gesto reale che serve da esempio alla politica italiana attuale. Sicuramente non risolve la drammatica situazione economica in cui versa la nostra regione ma sicuramente può essere considerata l’ennesima dimostrazione di coerenza personale e di ricostruzione dell’immagine di tutte le Istituzioni. Quest’ultime, a causa di una classe politica dirigente spesso corrotta, con il tempo, si sono allontanate sempre di più dal cittadino comune e dalle sue esigenze primarie. Il mio compito in questi anni è stato quello di dimostrare che anche senza leggi apposite è possibile gestire la res publica come un buon padre di famiglia e soprattutto dando l’esempio in prima persona.

 

 

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