crocetta bocciato
Politica

Tra il dire e il fare c’è di mezzo il governo Crocetta

Era il 29 ottobre 2012 quando Rosario Crocetta fu eletto Presidente della Regione Siciliana. Andarono alle urne solo il 47% degli aventi diritto al voto e vinse uno su tutti: l’astensionismo.

Ma nonostante questo i siciliani gioivano per questo nuovo presidente. Era il nuovo, era l’antimafia, era il “NO” agli inceneritori, era il “SI” all’acqua pubblica, ed era ancora il “NO” al MUOS, era il “SI” all’abolizione delle province. Per certi versi sembrava il nostro presidente, su più punti il programma sembrava identico.
Ma alle parole, per diventare fatti, occorre la volontà. E al Presidente Crocetta è mancata del tutto, anzi mi correggo la volontà l’ha messa ma contraria e infatti ha proprio stravolto tutto ciò che gridava nella sua campagna elettorale.

Se si guardano i numeri del suo mandato, lui il nuovo, l’uomo del cambiamento, è riuscito a far peggio dei suo predecessori Lombardo e Cuffaro, trascinando la Sicilia e i siciliani al collasso.

E di questo mandato lui che dichiara? È sempre tutta colpa degli altri, lui non ha mai avuto una benché minima responsabilità, né etica, né morale, né politica di questo disastro.

La mancanza di una rete ospedaliera? Colpa del Ministro cattivo.
Il disastro dei rifiuti in Sicilia? Colpa dei comuni che non sanno far rispettare la differenziata. Sarà per questo che dal “NO” agli inceneritori ha poi ben pensato di farne costruire 6? Una soluzione rapida.
Il recente scandalo dei fondi per i portatori di handicap siciliani? Tutta colpa di Gianluca Miccichè e del servizio delle IENE.
E la piaga degli incendi che estate dopo estate hanno devastato l’isola? Non è attribuibile nessuna responsabilità alla scarsa prevenzione regionale ma a quelle figure non tanto mitologiche dei piromani.
E il fallimento del settore della formazione, del Click Day, del disastro del Cluster Biomediterraneo all’EXPO di Milano, della mancata soluzione al crollo del tratto dell’A19 Palermo Catania, dell’assenza strutturale delle varie riforme del terzo settore? Sempre e solo colpa degli altri, dell’omofobia, del razzismo, delle IENE, ma si perché no DEGLI ALIENI.

Della instabilità del suo governo parlano i numeri:
47 (che nella smorfia napoletana è il morto) sono gli assessori che si sono alternati in giunta, in media uno ogni 35 giorni.
8 miliardi è il debito di bilancio della regione
2 sono i mutui accesi a carico dei cittadini per sanare i conti delle partecipate
4 miliardi (circa) lasciati allo stato centrale, rinunciando ai ricorsi pur di avere 500 milioni cash
3 le mozioni di sfiducia partite dall’Assemblea Regionale Siciliana a carico di Crocetta
0 le riforme che hanno apportato benefici ai cittadini.
Ma sarà sempre colpa degli altri e magari scopriremo che la matematica è un’opinione, che va tutto bene e la Sicilia è in via di Sviluppo.

E intano noi? Noi 14 deputati di opposizione, che abbiamo fatto?
Abbiamo lottato fino all’ultimo tra i banchi di sala D’Ercole e delle commissioni parlamentari, a qualsiasi ora del giorno e della notte per difendere i diritti dei cittadini e per proporre riforme volte alla rinascita della nostra amata terra, prendendoci a volte, come è successo a me personalmente, insulti verbali pesanti fino ad arrivare alle aggressioni fisiche, ricevute in commissione bilancio.

Non ci siamo mai persi d’animo anche quando a colpi di maggioranza costruita ad arte in 5 minuti nelle stanze del governo, vanificavano tutte le ore spese prima in commissione e poi in aula. Ci abbiamo provato e provato ancora a difendere i siciliani da marchette, da interessi privati, da fuffa buttata lì per foraggiare i soliti bacini elettorali, ci abbiamo provato e qualche risultato l’abbiamo portato a casa:

  1. Riconoscimento dell’Albergo Diffuso in Sicilia
  2.  Riduzione delle spese dei precari
  3.  Sviluppo della democrazia partecipata
  4.  Riduzione di spesa e privilegi della casta (auto blu)
  5. Aumento canoni acque minerali
  6. Raddoppio royalties petrolifere dal 10% al 20%
  7. Aumento stanziamenti alla l.r. per il contrasto e la prevenzione della violenza di genere

Solo per citare i più importanti. In più attraverso la rinuncia di parte delle nostre indennità abbiamo:

  • Creato un fondo di garanzia per il microcredito delle piccole e medie imprese da 1 milione di euro
  • Premiato 3 progetti di rivalutazione urbana con il concorso Boom Polmoni Urbani
  • Finanziato 60 borse di studio per i disabili che vogliono praticare sport
  • Costruito la trazzera che ha ricucito la Sicilia spaccata in due dopo il crollo del tratto dell’A19 Palermo- Catania, nell’immobilità totale delle istituzioni regionali e nazionali
  • Ricomprato la casa dei Guarascio messa all’asta, dopo che il marito si era dato fuoco davanti l’immobile per impedirne il pignoramento.

Questi sono fatti, non sono slogan, non sono parole da campagna elettorale. Pensate adesso cosa potremmo fare se andassimo al governo. Sì, è una bella sfida, ma il cambiamento quello vero, parte dal coraggio di intraprendere nuove strade. La nostra si presenta “da sola” con 5 Stelle. Adesso tocca a VOI.
“La rivoluzione si fa nelle piazze con il popolo, ma il cambiamento si fa dentro la cabina elettorale con la matita in mano. Quella matita, più forte di qualsiasi arma, è più pericolosa di una lupara e più affilata di un coltello.” (Paolo Borsellino)
Credeteci ancora!

Qui trovate il programma di governo del Movimento Cinque Stelle

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